In serie A si corre di meno e ci si infortuna di più?

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In serie A si corre di meno e ci si infortuna di più?

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In serie A si corre di meno e ci si infortuna di più? Secondo alcuni in Italia corriamo di meno, corriamo peggio e ci sono più infortuni, un disastro insomma. Sempre secondo alcune persone il declino del calcio italiano dipende anche dal tipo di preparazione atletica che seguiamo. E’ un argomento molto chiacchierato. A mio modo di vedere però viene banalizzato un argomento che è molto complesso. Un po’ come il dibattito sulla costruzione dal basso. Costruire dal basso vuol dire tutto e niente, ci sono molte cose da valutare, ma si sentono solo chiacchiere da bar e su questo discorso sulla preparazione atletica idem. Vi riporto un articolo della Gazzetta dello sport che parla di questo argomento (clicca qui)

Partiamo dicendo che non è vero che corriamo di meno. I dati della penultima Champions dicono che l’Atletico Madrid è stata la squadra che ha percorso più km, a seguire il Napoli. Bisognerebbe analizzare i cambi di ritmo e le accelerazioni anche. Vero che sembra che vadano più forte gli altri, secondo me per una questione tattica.

Alto numero di infortuni, perchè?

Analizzando i maggiori 4 campionati europei scopriamo che la serie A è prima nella classifica degli infortuni muscolari. A questo dato oggettivo si cerca di dare una risposta ed escono fuori molte idee, alcune le condivido altre meno. Secondo alcuni in Italia ci si infortuna di più per diversi motivi. Escludiamo il fatto che si gioca 3 volte a settimana, perchè anche negli altri campionati accade. Vi riporto alcune cose che ho letto in questi giorni sul perchè ci sono così tanti infortuni nel nostro campionato e vi dico la mia:

-Sedute di allenamento troppo lunghe. All’estero le sedute sono più corte. Questo non lo so se le sedute di allenamento sono davvero più corte all’estero, bisognerebbe portare dati oggettivi. Ad ogni modo credo che in Italia magari ci fermiamo 20 minuti in più ad analizzare situazioni tattiche, non penso ad uno stress muscolare così deciso (anche se bisogna tenere conto anche dei movimenti fatti nella tattica). I giocatori comunque sono monitorati con sistemi GPS, i preparatori tengono in considerazione il volume della seduta.

-Troppo lavoro in palestra in Italia, è normale che poi ci si infortuna, guardate Pato! Questa è una grande stronzata, scusate il francesismo. A parte il fatto che quest’anno giocando ogni 3 giorni le squadre non hanno avuto la possibilità di lavorare in palestra, perchè domenica si gioca, lunedì scarico, martedì si prepara la partita del giorno successivo. Quindi questo punto già smontato facilmente, comunque la massa muscolare previene gli infortuni, non li causa! Dipende poi come si crea questa massa muscolare ma di questo voglio parlarvene dopo.

-Troppo lavoro a secco, all’estero giocano di più con la palla. Il troppo lavoro fisico e il sovrallenamento possono portare ad infortuni muscolari ma come detto prima stiamo parlando di team di preparatori che seguono ogni singolo giocatore e ne monitorano le prestazioni sia in partita sia in allenamento. Sul fatto che all’estero giochino di più con il pallone a livello calcistico credo sia una cosa da copiare, ma non credo che questo abbia una incidenza sugli infortuni, anzi il lavoro a secco è più facile da controllare e monitorare.

-Genetica. I giocatori di colore (in presenza maggiore nei campionati esteri) sono più forti fisicamente e meno soggetti ad infortuni. Questa può essere una motivazione plausibile e mi trova d’accordo, essendo dotati di ottima qualità muscolare i giocatori di colore sono meno soggetti ad infortuni, mi viene da domandare però: questi ragazzi non si fanno male perchè hanno una buona massa muscolare ma se alleno un ragazzo per migliorarlo muscolarmente, esso si infortuna per colpa della massa muscolare? C’è qualcosa che non torna in questo ragionamento.

-Età media più bassa. Questa credo sia la cosa più intelligente che abbia letto. Mi sembra ovvio che un ragazzo di 20 anni avrà meno probabilità di farsi male rispetto ad uno di 30 anni. Puntare sui giovani deve essere un nostro obiettivo. Sembra che abbiamo paura a lanciarli, è un problema che abbiamo in Italia purtroppo. Speriamo di cambiare rotta.

-Mentalità. All’estero c’è molta meno pressione sia fuori che dentro il campo, giocano per fare gol, tralasciando un pochino la tattica estrema. I giocatori non sono vincolati nè da giocate prefissate e schemi, nè dall’ossessione del risultato. Giocando più liberi sembra che corrano di più e che l’intensità sia maggiore. I dati smentiscono questa diceria che in Italia si corre di meno, siamo tutti lì. Possiamo parlare della qualità di corsa ma questo è un discorso legato alla tattica e al modo di giocare.

Troppe pressioni, si collega al punto precedente. Stress e stanchezza mentale. incidono molto sugli infortuni. E’ un aspetto da non sottovalutare. Noi in Italia viviamo male questo sport, in Inghilterra a volte i giocatori mangiano a casa e vanno al campo con la loro macchina, da noi i giocatori stanno insieme dal mattino, mangiano insieme, poi fanno la seduta tattica prima di pranzo, e si va al campo con il pullman tutti insieme. Poi vogliamo parlare del post partita con interviste e rotture di palle anche sui social? Questo per farvi capire le differenze.

-In Italia troppi possessi a campo ridotto. Sarebbe bello avere i dati, ad ogni modo sono d’accordo perchè i possessi a campo ridotto sono molto traumatici a livello muscolare. Dobbiamo pensare non solo all’aspetto cardiaco ma anche ai movimenti singoli. Se il campo è stretto avrò molti cambi di direzione, contrasti e frenate. Dobbiamo tenere in considerazione questi gesti di forza, è molto importante.

-All’estero la forza si fa sul campo, con sprint e frenate, non in palestra. Ci sono preparatori che prediligono il lavoro da campo e preparatori che preferiscono il lavoro in palestra. Ho seguito diversi corsi, posso dirvi che il preparatore del Genoa preferisce lavori da campo come sprint con traino e frenate, mentre i preparatori di Atalanta e Verona preferiscono lavori di forza in palestra. Come detto prima però quest’anno i giocatori non hanno potuto lavorare bene sulla forza quindi non è questa la motivazione. Ho letto anche che Atalanta e Verona sono le uniche squadre europee e moderne. Sarebbe stupido da parte mia dire che corrono di più perchè fanno palestra, mai generalizzare. Inoltre vorrei dire che queste due squadre giocano uomo vs uomo, come accadeva negli anni 80, quindi moderno di che?

Mi piace molto il loro modo di giocare e anche di allenarsi ma non diciamo cavolate a riguardo. Corrono molto grazie al loro modo di giocare, hanno gente di gamba e poi certamente si allenano bene. L’atalanta utilizza molto il 7vs7 a tutto campo, allenano la forza in palestra come piace a me e si allenano molto su corse situazionali, ad esempio la resistenza alla velocità la fanno con situazioni tattiche di mezzo per rendere più simile alla domenica possibile l’esercizio.

-In Italia si allenano i flessori, invece bisogna allenare i quadricipiti (mi vergogno solo a scriverla sta roba). Ognuno è fatto a suo modo, ognuno ha squilibri e problemi personali, come si può dire una cosa simile generalizzando? I giocatori devono avere un programma personalizzato in base alle loro caratteristiche. C’è chi dovrà rinforzare maggiormente il quadricipite, chi dovrà allungare i muscoli della catena posteriore, chi dovrà rinforzare i glutei. Insomma non si può generalizzare.

Perchè ci si infortuna?

Un muscolo si lesiona quando va incontro ad uno stress e ad un sovraccarico. Ci si infortuna quando si lavora troppo, sono segnali che il corpo dà alla persona “ehi, mi devo fermare, sto esagerando”. Non possiamo dare la colpa solo al lavoro della forza o solo alla corsa, il problema è di tutta la programmazione. Probabilmente i muscoli non sono abbastanza forti e resistenti per tenere botta ai numerosi allenamenti e impegni. Noi in Italia facciamo tanta tattica e anche se all’allenatore sembra che i giocatori non abbiano lavorato fisicamente il giocatore si muove, e il movimento è dato da contrazioni muscolari…da tenere in considerazione. Il corpo non dice: “ah sto facendo tattica, questo cambio di direzione non vale”.

In serie A ci si infortuna molto ma anche gli altri paesi non scherzano, segnale che non dobbiamo vedere il praticello verde dei vicini ma ragionare in modo diverso. Io credo che si lavori male per svariati motivi.

La mia idea di allenamento e prevenzione

In parte ho già esternato qualche mia idea, vi dico in definitiva come la penso sul perchè ci si infortuna così spesso. L’aspetto anagrafico e dello stress credo siano i punti fondamentali. Credo che ci sono diversi punti da analizzare. Il primo punto è il seguente: si lavora male atleticamente perchè si vogliono allenare tutte le abilità. Nel calcio abbiamo componenti aerobiche, di forza, di velocità, di resistenza lattacida, di rapidità, componenti tattiche e tecniche. Gli allenatori vogliono allenare tutte queste abilità singolarmente ma a mio avviso non è possibile così si fa tutto e male. Io dico sempre che bisogna scegliere cosa allenare in base alle caratteristiche dei giocatori e il resto si allenerà giocando!

Per migliorare la forza ad esempio bisogna allenarla almeno 2 volte a settimana, stesso discorso per le altre abilità. Se voglio fare tutto porterò i giocatori in stress senza grossi miglioramenti, con il rischio di infortunio elevato. Allenare uno sprinter è più semplice in questo senso rispetto ad un calciatore.

A mio modo di vedere la forza è fondamentale per prevenire gli infortuni. Come mi ha detto ad un corso uno dei preparatori atletici del PSG “l’unico metodo di prevenzione è la forza con i sovraccarichi!” (ma come, all’estero usano i pesi?!). Un grosso problema è che i giocatori non hanno una educazione di pesistica pregressa. Questo comporta dei problemi per i preparatori che magari si trovano gente che non sa fare uno squat come si deve, come possono proporre della forza vera? Così per non creare problemi ad atleti professionisti che hanno già un loro modo di allenarsi si adattano.

Bisognerebbe iniziare dalle giovanili a curare il gesto tecnico con il bilanciere e poi ovviamente lavorare bene facendosi aiutare da esperti! Un atleta professionista dovrebbe padroneggiare almeno squat e stacchi, con carichi importanti. Ho visto video di giocatori di Premier e di serie A fare squat con 40 kg. Le mie ragazze in palestra lavorano con i 50 kg tranquillamente.

Allenarsi male con i pesi è peggio! Come sempre non mi piace quando si generalizza, “i pesi fanno male, ci si infortuna perchè si pompano i muscoli” me lo sarei aspettato negli anni 50, non nel 2021. L’esempio di Pato è da prendere nel giusto modo. Pato è diventato muscoloso ma senza allenamenti funzionali (parolina magica). E’ come se si fosse allenato in ipertrofia, giusto per mettere muscolo, e questo si che è sbagliato! I muscoli per un calciatore, ma per un qualsiasi sportivo, devono essere una conseguenza alla forza che si ha. Nel senso che non deve essere essere quello l’obiettivo, l’obiettivo deve essere la forza, poi la massa muscolare viene dopo, altrimenti allenandomi con pompaggio e con alte ripetizioni è normale che prendo peso e non avrò benefici a livello atletico. Più peso ma muscoli non pronti, non forti, rischio di infortunio alto.

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Alex

Laganà

Nato il 4/2/1993, fin da piccolo pratico calcio, sport che pratico tutt'ora. Durante gli studi universitari lavoro in diversi centri sportivi e palestre, capendo che quello non è l'ambiente che fa per me. Una volta raggiunto il traguardo della laurea nel 2016 inizio così la mia attività di personal trainer e apro il mio studio a Volvera. Nel mio studio seguo i miei clienti in ogni allenamento. Nel mio tempo libero mi piace studiare e ho avuto modo di frequentare diversi corsi, che mi hanno permesso di specializzarmi nel personal training, nella preparazione atletica, nell'allenamento funzionale e nel recupero infortuni. Nel 2019 decido di aprire questo blog per trasmettere le mie conoscenze a tutti coloro che hanno voglia di imparare e desiderano migliorare il loro stile di vita.

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